Turismo in Grecia Visitare Rodi, una guida per visitare e scoprire Rodi, Grecia.

Bandiera Grecia

   

Turismo della città di Rodi

La città è costituita da due parti ben distinte: la città antica, cinta da mura imponenti erette dai cavalieri, e la città moderna, sviluppatasi dopo il 1912 sotto l'amministrazione italiana.

Arte

Nel periodo dei cavalieri (XIV secolo - XVI secolo) e in particolare al tempo del gran maestro Pierre d'Aubusson, Rodi si arricchì di splendidi edifici in stile tardo gotico. Sul Collachio, il nucleo della città murata raggruppato intorno alla cittadella classica, sorsero le costruzioni più interessanti e i vari alberghi delle "Lingue", ovvero residenze ufficiali delle rappresentanze delle varie nazioni.

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Entro le mura si trova poi il vecchio quartiere turco. Infine, scavi archeologici hanno permesso di individuare i templi di Atena e Zeus sull'acropoli; sono stati localizzati anche l'antico stadio, l'odeon, la palestra del Ginnasio e il tempio di Apollo in stile dorico.

Città vecchia di Rodi

La città vecchia di Rodi, racchiusa entro le cinta di mura costruite al tempo dei Cavalieri di Rodi, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1988.

Le mura di Rodi

Le mura di Rodi, ritenute un capolavoro di architettura militare, furono innalzate verso la metà del XIV secolo sul tracciato delle precedenti, rifatte dopo l'assedio turco del 1480 e dopo il terremoto dell'anno successivo. Furono munite di bastioni e torri di avvistamento. Il bastione di San Giorgio ha forma poligonale; quello del Carretto, circolare. Nelle mura si aprono alcune porte, tra cui la porta d'Amboise e la porta di San Atanasio attraverso la quale Solimano il Magnifico fece il suo ingresso nella città nel 1522. La porta Marina, sul fronte del mare, è ornata di due torri merlate.

Collachio

Collachio è il nome del quartiere fortificato che ospitava le rappresentanze diplomatiche chiamate allora "Alberghi delle Lingue" e gli edifici pubblici dell'ordine cavalleresco.

Ospedale dei Cavalieri

L'Ospedale dei cavalieri è un edificio del XV secolo, restaurato negli anni del dominio italiano. Oggi ospita il museo archeologico.

Il palazzo dell'Armeria

Il palazzo dell'Armeria è un edificio del XIV secolo destinato a luogo di degenza. Oggi ospita il museo delle arti decorative.

Via dei cavalieri

La via dei Cavalieri (in Lingua greca: odòs Ippotòn) è la strada più suggestiva di Rodi lungo la quale erano situati gli "Alberghi delle Lingue". L'ordine dei cavalieri di San Giovanni era diviso per lingue, in quanto a quei tempi non esisteva ancora il concetto di nazione. Gli alberghi servivano anche da ricovero per i pellegrini diretti a gerusalemme, che spesso sostavano a Rodi.

La via dei Cavalieri inizia in corrispondenza del Nuovo Ospedale dei Cavalieri, in succesione troviamo l'Albergo della lingua d'Italia, il Palazzo del Grande Maestro Francese, l'Albergo della Lingua di Francia, l'Albergo della Lingua di Spagna e l'Albergo della Lingua di Provenza. La via termina davanti a un grande portone gotico, che congiunge il Palazzo del Grande Maestro con la chiesa di San Giovanni, oggi distrutta.

Palazzo del Gran Maestro

Il Palazzo del Gran Maestro fu costruito nel XIV secolo, trasformato in galera nel periodo ottomano e andò distrutto nel 1856 per l'esplosione di una polveriera alloggiata nella chiesa di San Giovanni, che sorgeva nella parte opposta della piazza. Fu innalzato di nuovo negli anni del dominio italiano; la ricostruzione finì nel 1940, poco prima che gli italiani lasciassero l'isola. L'ingresso con le sue imponenti torri è uno dei pochi elementi originali. Al suo interno presenta un grande cortile porticato; i suoi interni sono lussuosamente decorati.

In un angolo della via dei Cavalieri si trova il primo ospizio dei Cavalieri, la cui costruzione durò dal 1440 al 1489; oggi è la sede del Museo archeologico.

Moschea di Solimano

La moschea fu eretta in onore di Solimano il Magnifico dopo l'espugnazione della città nel 1522, l'odierno edificio fu ricostruito nel 1808. Peculiarità dell'edificio è il suo intonaco rosa ecceso, l'interno è caratterizzato da una generale sobrietà. La moschea è utilizzata ancora oggi come luogo di culto da parte della comunità turca, ma in genere è chiusa.

Rodi antica

La città di Rodi fu fondata nel 408 a.c. su modello di Ippodamo di Mileto, ideato a metà del V secolo a.c. sulla base della pianta ortogonale di stampo babilonese.

L'acropoli

Al Tempo dei Romani molti autori raccontavano della sfarzosità del luogo, con i suoi fontanili e le terrazze circondate da boschi rigogliosi. Oggi la cima appare quasi completamente spoglia e ciò che è pervenuto fino a noi appare in pessime condizioni.

Il tempio di Apollo

Le tre colonne del tempio sovrastano tutta la zona e si possono scorgere già in lontananza, in realtà solo la piattaforma è originale.

L'Odeón

Sotto il tempio di Apollo troviamo un teatro all'aperto di circa 800 posti, completamente ricostruito dagli italiani. In realta è molto probabile che un tempo fosse un odeón, una sala concerti coperta.

Lo stadio

Vicino all'odeón troviamo lo stadio sempre ricostruito dagli italiani della lunghezza di 201 m.

Le opere pubbliche e l’architettura del periodo italiano

Durante l’occupazione italiana protrattasi dal 1912 al 1943 e riconosciuta a livello internazionale con il Trattato di Losanna del 1923, fu dato avvio a numerose opere pubbliche e private e si procedette altresì al restauro di numerosi monumenti.

Da qualche anno è in corso una rivalutazone del lavoro dell'amministrazione italiana, anche da parte dei greci stessi; il sito istituzionale del comune di Rodi, ad esempio, individua nella storia della città un "periodo italiano" e così recita : "Gli Italiani... preservarono le strutture dei periodo dei Cavalieri, demolendo le superfetazioni del periodo Ottomano..., intrapresero un ampio programma di infrastrutture (strade, elettricità, porto, etc.) trasformando radicalmente la città di Rodi, che veniva fornita di un nuovo piano regolatore, di una normativa edilizia e di molti nuovi edifici pubblici e privati."

Ancora oggi se ci aggiriamo per Rodi moderna possiamo facilmente riconoscere le architetture, gli spazi e i particolari architettonici, gli arredi urbani (lampioni, balaustre, panchine ecc.) l'ambiente costruito tipico italiano del periodo tra le due guerre.

Le opere pubbliche principali realizzate furono:

  • la ricostruzione del Palazzo del Gran Maestro che era stato distrutto in periodo Ottomano dall'esplosione di una polveriera;
  • il Palazzo del Governo, 1926-27 - arch. Florestano di Fausto, oggi Prefettura;
  • il grande Albergo delle Rose, 1925-27, oggi casinò;
  • il Municipio di Rodi;
  • il Teatro Nazionale, 1937, del quale si ignora al momento l'architetto progettista;
  • la chiesa dell’Annunciazione, modellata sulla distrutta chiesa dei Cavalieri di San Giovanni;
  • il Palazzo di Giustizia, oggi Capitaneria di porto, degli architetti Florestano di Fausto e Rodolfo Petracco;
  • il Palazzo delle Poste, sempre dell'architetto Florestano di Fausto;
  • la nuova Agorà, un nuovo mercato di fronte al porto, di Mandraki;
  • il palazzo Aktaion (1925), che era il “Circolo d’Italia” e il luogo dove si incontravano nel tempo libero gli ufficiali italiani;
  • l’acquario dell’architetto Armando Bernabiti;
  • la chiesa di S. Francesco;
  • la banca di Grecia.

Le architetture rispecchiano le due fasi di governatorato che si ebbero a Rodi: quella di Mario Lago, protrattasi sino al 1936, e quella di De Vecchi, sino agli anni della Seconda guerra mondiale. Quelle del primo periodo furono più eclettiche e ciò si legge soprattutto negli edifici progettati dall’architetto Florestano di Fausto.

I richiami sono i più disparati, dal neorinascimento del Palazzo delle Poste (uno dei primi edifici pubblici), all'arabesco della tradizione locale con la nuova Agorà, al veneziano del Palazzo del Governo, che ricorda molto da vicino il Palazzo Ducale di Venezia o, infine, alla vicina Art Déco del Grand Hotel delle Rose. Nel secondo periodo invece si ha il predominio di quel "neoclassicismo semplificato", tipico di Piacentini e tanto caro al regime per i suoi effetti monumentali e propagandistici.

In quest’ultimo periodo si ritrova anche qualche accenno razionalista in edifici minori, alcuni di pregevole fattura come la chiesa di S. Francesco, o un misto di razionalismo e neoclassicismo come il Teatro Nazionale o l’Acquario.

Certo a Rodi non si raggiunge quella espressione e quei canoni architettonici dell’International Style che invece si affermano, negli stessi anni, nella realizzazione “ex novo” della cittadina di Portolago, nell'isola di Leros. Rodi è il capoluogo del Dodecaneso, la città delle visite ufficiali, con una storia importante, e agli occhi del regime non può che essere celebrativa dei sogni imperiali di quegli anni.

L’essenzialità funzionale delle architetture di Portolago, e addirittura la purezza di alcune di esse, mentre potevano adattarsi, forse a pennello, ad una città militare, contrastavano con quell'idea di "romanità" che il Fascismo propugnava e che voleva esportare anche nelle colonie.

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